Stabilire confini

In questi giorni ho letto molti articoli di colleghe, che stimo, sul rapporto tra i Tarocchi e l’Intelligenza Artificiale.

Argomento complesso davvero, a cui mi approccio non senza timore di dire delle sonore corbellerie. Nel caso, vi chiedo perdono. Del resto, chi può affermare con certezza di non dire corbellerie sull’IA? Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a sapere che esiste e dovremmo già essere super esperti. Ovviamente ci stiamo riempiendo di guru in materia, spuntano come i funghi, come i virologi in pandemia. Di fatto si è creato un mercato per corsi e corsetti su misura, in ogni campo, per riuscire ad utilizzarla al meglio, farsi fare tutto da lei, e in questo momento vorrei potermi lasciare andare alla volgarità. Procediamo.

Se ho capito bene, puoi chiederle di tutto. Per le cose pratiche la uso anch’io e funziona benissimo. Ho chiesto come fare un curriculum, per esempio, però poi l’ho fatto io. Ho chiesto suggerimenti su dove andare in vacanza in giugno senza morire di caldo e spendere un patrimonio o se si può riuscire da soli a fare la denuncia dei redditi (la risposta ve la risparmio).

Poi, come le mie colleghe prima di me, non ho resistito alla tentazione.

Ho chiesto: sai leggere i tarocchi?

Risposta: si certo (dubbi zero!). Posso fare una lettura simbolica per divertimento, riflessione personale o esplorazione di una situazione. Tieni presente che non ho capacità divinatorie (e meno male…!). Su quale tema vuoi la lettura? Scelgo io le carte per te?

No, ma proprio no. Non le scegli le carte per me. E i miei quattro passi nell’Intelligenza Artificiale, se si parla di Tarocchi,  finiscono prima di cominciare.

Facciamo sul serio? Voi vi affidate davvero a una macchina per sapere cosa alberga nel vostro cuore e nella vostra anima?

Ma sapete come facciamo a leggere i tarocchi? Nessuno vi ha mai spiegato come funziona?

Quando qualcuno chiede un consulto, che sia in presenza o on-line (e vi garantisco che all’inizio ero molto titubante anche sull’ on-line, ma col tempo ho visto che funziona benissimo e ho capito il perché, rasserenandomi), si instaura tra l’operatore e la persona un legame energetico, un campo magnetico comune che permette a un essere umano di entrare in empatia, in contatto profondo, con un altro essere umano. Siccome siamo entrambi fatti di vibrazione e sentimenti (che sono anch’essi vibrazione), e condividiamo la stessa natura, riusciamo a connetterci tra noi. Il risultato è un momento di totale coinvolgimento, di cui le carte sono solo l’espressione visiva e simbolica. Ci rendono più chiaro il messaggio, ma non possono essere lette meccanicamente solo sciorinando informazioni prese dai manuali. Un buon operatore è colui che, con anni di esperienza e di dolore e di studio, sa riconoscere la frequenza della persona che si rivolge a lui, si sintonizza su quella frequenza e trasmette, letteralmente come fosse una radio, un messaggio importante per lei, in quel preciso momento.

Ora. Mi spiegate come una macchina possa fare questo? L’unica cosa che può fare è bypassare gli anni di studio sui libri, forse, ingurgitando informazioni alla velocità della luce da ogni fonte digitale possibile, e non so se sia un bene, perché anche lo studio e il modo di raggiungere le fonti hanno le loro strade e  sono sempre giustamente personali.

Mi spiegate anche come fate a fidarvi di un consulto, a domanda secca risposta secca, su tikketetokkete? Non avete il dubbio che dall’altra parte ci sia una macchina? Sapete davvero fare distinzione? Perché ormai non è così scontato.

Riassumendo, per me.

Intelligenza Artificiale SI, per semplificarci le attività pratiche e del mondo e magari recuperare tempo per ciò che ci piace fare davvero e che ci rende felici.

Intelligenza Artificiale NO, per tutto quello che ha a che fare con la sfera emotiva, animica, spirituale.

E avete capito bene. Su quest’argomento sono un po’ incaxxata. Sapete perché? Sono un essere umano. Punto.

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