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Tarocchi e lettura del futuro

I tarocchi alchemici non leggono il futuro. Fotografano il presente per farti scegliere il futuro che desideri   Ha davvero un senso usare i Tarocchi solo per leggere il futuro? Ho trascorso buona parte della mia vita di adolescente inquieta (come tutti gli adolescenti, praticamente) a farmi le storie da sola. Mi piaceva un maschio (alle medie ci sono le femmine e i maschi, non altre categorie) e da secchiona grassa e goffa magari riuscivo anche a parlarci, da qualche parte, qualche minuto, a ricreazione. Lui non ci pensava neanche a vedermi come femmina, magari come spacciatrice di compiti si, ma membro dell’altro sesso manco a parlarne. E lì partiva la magia. Perché ci vuole un ostacolo per creare un mondo. Magari diceva una cosa e io ci ricamavo sopra come la più sopraffina delle merlettaie. Partiva uno sguardo, che a me sembrava una luce divina, e immaginavo il mondo dei suoi sentimenti, il colore del mio abito da sposa, se gli sarebbe piaciuto il nome di mia nonna per la nostra prima figlia. Se poi sorrideva, si apriva il Paradiso. Il giorno successivo lo vedevo parlare con un’altra femmina? Tutto finito. Il mio mondo crollava e tornavo nel mio angolo buio a chiedermi perché a me. Il mio futuro era solitudine e convento. Una sfilza di eventi catastrofici. Cosa c’entra questo con una lettura dei tarocchi? Facciamo un esempio. Hai conosciuto una persona e piena di emozioni contrastanti vai a fare un consulto. Perché? Cosa vuoi sapere? Se durerà, certo. Se lui/lei è il tuo compagno di vita, ecc…ecc… fino al colore degli occhi dei vostri nipoti. Ma i Tarocchi non hanno il tempo, non c’è il file di riferimento. I tarocchi leggono l’anima e l’anima non ce l’ha il tempo. È eterna. Quindi non ha neanche un futuro predestinato. Tu scegli la tua vita e tu determini il tuo destino. Allora non trovi che sarebbe sciocco e limitante fare domande su un solo possibile futuro, quando in realtà hai nelle tue mani milioni di futuri diversi (e per ora non entro sulla questione multiverso, dove vivi contemporaneamente futuri distinti, vabbè)? Questo non è forse un atteggiamento da adolescente con l’ormone impazzito? Che non sa chi è, e immagina il migliore o il peggiore dei mondi possibili, spinto da forze violente e opposte, nel giro di 13 minuti? Certo, nel momento del caos emozionale che l’Amore provoca, aiuta un consulto di Tarocchi, facendo le domande giuste. Aiuta principalmente a fare chiarezza. Quello che va indagato è il tuo tremore, la tua ansia, le tue domande profonde. Cos’è che ha provocato tutta questa tempesta? Sei davvero in preda al calore di Eros? Perché per quella persona e non per un’altra, cosa ti trasmette? Che sensazioni risveglia? Quali tuoi archetipi attiva la sua vicinanza, e cosa puoi fare per vivere con maggiore serenità possibile questa nuova versione di te? Le risposte che i Tarocchi ti possono dare, che la tua anima ti dà, ti dirigono verso la costruzione di un futuro piuttosto che un altro, il futuro a cui la tua anima ti sta guidando. Ti dicono perché ti è stata data questa persona sul tuo percorso, cosa sta cambiando in te e intorno a te e come, a seconda delle tue scelte, si determinerà il tuo essere di domani. Ma puoi sempre cambiare direzione. Decisamente più interessante, no? Si riafferma la tua sovranità e lei ti spinge a confrontarti con te stess*, così che le tue scelte siano sempre più consapevoli. Io sono un’alchimista. Per me i Tarocchi non svelano il futuro, che dipende da noi. Ci aiutano a connetterci con la parte più potente del nostro essere, per trasformarci nella persona che in futuro vorremo incontrare. Non è stupefacente?

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i tarocchi come gioco

l’importante è continuare a giocare Negli anni, dopo tante e tante letture alle persone più diverse, ho elaborato un mio modo di farle che, oltre alla conoscenza tecnica, rispetta dieci parole chiave. Fondamentali per chi fa il mio mestiere ma che si potrebbero spalmare tranquillamente su qualsiasi attività. Quando parlo di tarocchi, dico mestiere, attività, gioco, devozione, immersione dei o con o verso i tarocchi. Mai di lavoro. La parola “lavoro” nella nostra lingua, e di conseguenza il suo rimando inconscio, ha come pilastro fondante il senso di fatica, di fastidio, di dolore, sopportato solo in vista di un mai equo compenso a fine mese (e a noi va anche bene… pensiamo al francese travail o al corrispondente spagnolo trabajo, legati a filo doppio all’idea di travaglio appunto, preparto doloroso…e spesso lunghino). I tarocchi sono e devono restare un GIOCO (prima parola da ricordare). Anche le stese, cioè i sistemi di disposizione delle carte sul tavolo a seconda della domanda posta, si chiamano giochi. Il gioco è attrattivo, divertente, la sola parola ci riporta bambini, sudati, col sorriso stampato sulla faccia e un pallone in mano, o un paio di pattini, una bambola, un pezzettino di plastica colorata (così potete contestualizzarmi come esponente dell’infanzia degli anni ’70). Dovete pensarvi in quella frequenza quando cominciate a legger carte. Tornate bambini, fatevi stupire, ritornate al momento in cui qualcuno vi diceva “facciamo finta che tu sei questo e io faccio questo, e poi arriva anche quell’altro” e le ore finivano nell’invenzione e nella magia, in un attimo. Il gioco non può essere pesante, va preso sul serio ma con leggerezza. Ha i suoi tempi e i suoi modi, e porta insegnamenti enormi. Ha anche un’altra caratteristica fondamentale da tenere bene a mente: ad un certo punto, per natura, il gioco finisce e bisogna fare attenzione a quando smettere, e rispettare anche quella vibrazione. Tradotto: una sessione di tarocchi inizia, ma finisce anche. Evitiamo di continuare a fare in forma diversa la stessa domanda, figlia dell’ansia, solo perché non abbiamo avuto la risposta che volevamo, perché poi i tarocchi non vorranno più giocare con noi, giustamente. Così, per dire…

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é possibile essere autonomi nel leggere i Tarocchi ? Facciamo chiarezza

guida a #Itarocchipersé Chi dice che non si possano leggere i tarocchi per sé stessi? Volendo sorvolare sulla pratica malfidente di chi usa questo motto per fidelizzare i clienti (!), io credo che si sia diffusa questa credenza per un nostro problema con la verità. Spesso, se riteniamo una notizia negativa per noi, in un dato momento (questo anche fuori dal mondo tarocchi), tendiamo a mentirci. Non sempre, ovvio, o non in senso assoluto. Non parlo di menzogne patologiche e/o seriali di chi non distingue il vero dal falso. Parlo di persone normalissime che vanno in difficoltà se si tratta di guardare in faccia il problema, che non ne hanno la forza necessaria, che trovano mille escamotages per non affrontarlo o lo aggirano serenamente rimandando ad altra occasione. Cose così. È umano, comprensibilissimo, lo facciamo tutti. Però, questo nostro puntino di benevolenza verso noi stessi, di disincantata dolcezza, non impedisce ai tarocchi di dire le cose come stanno. Anzi. Esco di metafora. Se qualcuno si fa una stesa di tarocchi da solo, chiedendo “il mio compagno/a mi sta tradendo?” (mai sentita questa…) e la lettura dice si, che probabilmente è così, e che questa cosa va vista come opportunità e non come tragedia, non è che se lo fa fare a me o a un mio/a collega il risultato sia diverso. La differenza è che la sua mente farà resistenza e si opporrà a leggere quello che le carte palesemente svelano. Dirà “No, non ho visto bene. Non sono capace. Mi sto sbagliando” e probabilmente farà altre 5 stese con la stessa domanda, sperando di ottenere un’altra risposta. Se viene da me e ripetiamo la sequenza, le carte saranno sicuramente simili, il messaggio identico e io sarò solo, per professionalità (in questo mondo non si può mentire) e lucidità, più pronta a dare la “cattiva” notizia, pur coi dovuti accorgimenti gentili, nella sua semplice nudità. Il problema non è la lettura, è cercare di essere il più possibile sinceri. E questa è una pratica fondamentale per chi ha intrapreso un percorso di crescita spirituale, che è l’obiettivo del mio modo di utilizzare i tarocchi. I tarocchi leggono l’anima, parlano degli archetipi, in luce e in ombra, dentro di noi. Quando si fa una stesa, si cerca di collegarsi alla frequenza del sé superiore della persona e si legge il messaggio che l’anima vuole sappia in quel momento, cercando di renderlo più chiaro possibile. Non è poi così immediato. Perché ogni persona ha frequenze distinte anche nella volontà e nel tempo (ne riparleremo). Non dovrebbe allora, al contrario, essere più facile imparare a connettersi con il nostro personale sé superiore, che è lì, dentro di noi, disponibile, vicinissimo e non aspetta altro che esserci utile? In sintesi. Io penso questo. Non solo leggere i tarocchi per sé è possibile, ma è assolutamente più utile e veloce, perché ha, oltre alla funzione messaggio immediato, la missione “riconnetterci con noi”, che è la prima condizione della serenità. Ci spinge ad essere centrati. Punto. Ora, se siete d’accordo e volete mettervi in gioco, si tratta solo di imparare come fare. Interessante, vero? Per questo ho creato il corso “I tarocchi per sé”. E funziona. scopri di più

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è primavera

chissà davvero qual è il segreto della storia della terra… oggi è primavera. in fondo è il giorno in cui si festeggia la rinascita delle energie al calore del sole. per questo ho deciso di pubblicare oggi ufficialmente il mio blog. credo sia di buon augurio. che il nostro viaggio abbia inizio! che festa sia e che tutto ciò che è vita si manifesti nella gioia. grazie qui troverai approfondimenti su vari argomenti legati ai tarocchi di Marsiglia, di come riescano a svelare messaggi magici nelle vita di tutti i giorni. troverai indicazioni su letture, corsi, e il mio diario #la mia vita coi tarocchi, perché ci sono esperienze legate al mio lavoro che voglio condividere. se vuoi sapere chi sono dai un’occhiata anche al mio sito personale (https://www.darsenalabtarot.com) a presto 

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La mia vita coi tarocchi

Da che mi ricordo, da qualche porta o vicolo prima o poi sbucava una persona, un amico, un conoscente, un estraneo al bar che, così, anche dopo anni, sentendomi parlare o avendo avuto da me qualche breve confidenza su eventi diversi della mia vita, mi diceva “perché non scrivi un libro?”. Non so, non credo sia il caso. Ma poi che ne sanno loro della fatica di realizzare un progetto così enorme, se una storia vale poi la pena di essere raccontata, o soprattutto se io ho voglia di raccontare la mia. Credo che difficilmente potrebbe interessare a qualcuno e sicuramente non interesserebbe a me riviverla in angoli bui e polverosi, dove non ho alcun desiderio di entrare. Però scrivere si, scrivere mi piace. Mi è sempre piaciuto. E ancora di più parlare o insegnare. Ma rivangare…no, rivangare non mi va. Allora ho deciso di girare la frittata e parlare del futuro, come se fosse già qui. Perché no. Che poi il tempo mica è lineare, lo sapete questo, giusto? Insomma, parlare della mia parte luccicante già presente e in continuo rinnovamento. Perché di mestiere faccio la cartomante ora. O meglio, la tarologa, perché si, c’è una differenza. Per farla breve lavoro coi tarocchi, con le carte. Loro parlano, parlano, parlano tanto. Forse anche più di me. Hanno storie da raccontare e io le vivo con loro, le indago quotidianamente grazie alle persone che incontro, ma soprattutto scrutando me stessa, le analizzo grazie agli allievi che vengono a lezione da me a capire come maneggiare con cura questo strumento formidabile. E queste si che sono storie o briciole di vita da raccontare e che possono essere utili. Potrei arrivare anche a dire costruttive, illuminanti. Spesso anche molto divertenti. Le mie guide (poi ne parleremo) mi hanno detto che la mia mappa può coincidere con il territorio di altri e essere utile come navigatore spirituale in momenti difficili. Ho imparato ad ascoltarle le guide, perché poi altrimenti si incaxxano. Per questo nasce oggi questa rubrica. La chiamo “La mia vita coi Tarocchi” perché nasce con l’intento di spiegare nel pratico come funziona questo mestiere, che ti insegna a seguire la tua anima quando si fa viva e che se si è fatta viva è il caso di ascoltare attentamente. L’idea è di scrivere un paio di volte a settimana. E ce la metterò tutta. Anche se non sono mai stata metodica e regolata in vita mia. Posso provarci, no? Magari mi metto anche a dieta… Poi, se avete domande, scrivete. Quelli bravi dicono così. Benvenuti a “La mia vita coi Tarocchi”

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