Tra il Mondo e il Matto. È lì che sono. Un vecchio modo di fare le cose, di sentirle, di vederle è definitivamente archiviato. Quello nuovo inevitabilmente partirà, ma per ora non dà segni di vita, indicazioni, sentori. Niente. Almeno io non sento niente, non intuisco niente, e per me è grave, è come non esistere. E io lì, in mezzo, a fare la figura della cogliona. Perché è così che mi sento.

Una cogliona seduta e guardinga in un’enorme sala d’attesa vuota. Non so nemmeno se sto aspettando il dentista o l’apertura del gate per l’imbarco. La tentazione più forte rimane la fuga.

I fatti. Settimana scorsa spingo un tasto in più su una mail di presunta verifica di Meta (non fatelo se non siete disposti a scoprire il resto!) e PUF … niente più pagina Instagram e Facebook. Ma soprattutto niente più Whatsapp. L’azienda è la stessa: per cui, se rilevano un problema al settore spedizioni, non vanno a risolvere quello, chiudono tutta la fabbrica. Ovviamente è sabato. Tecnici umani, zero.

Passo praticamente tutto il giorno a cercare di recuperare qualcosa. Chiedo a tutti, dal vicino di casa all’intelligenza artificiale. Con lei insisto parecchio. Niente. Decido che è inutile continuare, lunedì proverò con l’assistenza.

Vado a letto stremata, e domenica mattina mi sveglio negli anni ’80. Niente pagine social da controllare, niente reel da postare sulla pagina del Darsena Lab Tarot come ogni domenica da due anni. Niente orari di accesso da controllare, per gli amanti e compagnia (N.B. il numero hackerato è il mio personale. Per fortuna quello del Darsena, 3791038007, sta benissimo, usatelo pure per i consulti e i corsi, come prima). Accesso agli SMS ok, ma nessuno sa che il mio Whatsapp non funziona, quindi nessuno mi scriverà mai lì.

Lo ammetto: prima, il Panico. Poi, dopo un po’,  un’assoluta totale sensazione di libertà. Vacanza vera. Mi rimane l’amarezza per le pagine social, anni di lavoro, costruzione di un seguito e via così… per fortuna sito e blog sono salvi. Cominciano ad insinuarsi domande più interessanti. Perché mi è successo questo? Cosa ha in serbo per me l’universo, se ha deciso di farmi fare un taglio tanto netto? Cosa c’è, per me, dietro l’angolo, l’angolo di cui parlo sempre agli altri quando vengono a chiedere consiglio ai miei tarocchi? Cos’è che non ho capito da sola di dover cambiare, per portare il mio sé superiore a farmi questo ipotetico e potentissimo autogol?

Allora ho fatto quello che so fare. Un giro in bici, non dovendo fare foto per postarle, a chi poi non si sa. Ho cucinato un piatto che volevo mangiare da un po’. E dopo pranzo, col caffè, non prima di aver detto che ero viva a quelle 5/6 persone che potevano anche preoccuparsi, mi sono fatta una lettura di tarocchi da Regina.

Responso? Che sono lì, tra un mondo finito e un nuovo inizio senza regole. Che non ha senso forzare gli eventi, perché è tutto come deve essere, anche se ancora non lo capisco del tutto. Di non preoccuparsi, che nuovi progetti sono già in viaggio verso di me e che sono pieni di amore, e di gioia, e per fortuna anche di denaro. E, su tutto, che questo momento, che solo io chiamo sala d’attesa vuota, è un DONO. Chissà quante volte scambiamo un dono per un disastro, la libertà per un addio.

Così lunedì, in assistenza, alla notizia che per recuperare i dati mi serviva una cifra assurda e che non c’era certezza, ho preso una nuova SIM, ho inaugurato un nuovo numero personale e ho cominciato a fare selezione delle persone a cui comunicarlo. Per alcune non ne valeva proprio la pena: ho liberato spazio ed energia. Ogni tanto si dovrebbe fare anche senza essere obbligati.

Piano piano sto riaprendo le pagine, ma non credo che le imposterò allo stesso modo o che mi prenderanno lo stesso tempo di prima, sia mentale che fisico. Credo darò più spazio alla scrittura degli articoli. A questo blog, quindi. Mi piace scrivere. Mi è sempre piaciuto. Parlerò di me e dei miei tarocchi, come sempre. Se riuscirò, più spesso.

Così vi farò sapere per iscritto quando chiameranno il mio volo!

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