Breve riflessione insieme ai Tarocchi
Ieri lettura complicata. Capita. La persona a consulto era emotivamente molto provata. Passava da un eccesso di sicurezza di sé, al baratro più scuro in cui perdersi. Quando succede, considerando che leggere tarocchi significa connettersi all’energia di chi fa le domande, cercando di capire cosa la sua anima stia cercando di comunicare, io tento sempre di metterla sul ridere, la leggerezza è un grande maestro e ci aiuta sempre. Se la lettura è in presenza e non on line, cerco di modificare quell’energia pesante preparando un caffè. I miei allievi lo sanno, per questo se dico loro “ti faccio un caffè?”, non funziona più: conoscono il trucco (però li fa ridere lo stesso e così si vince facile). Ieri non sarebbe bastato un camion di caffeina, o di risate, giuro. Non ho avuto altra scelta che ascoltare, lasciarmi andare a quel flusso di coscienza, a quella cascata di parole in fuga, cercando di trovare qualche appiglio, una frase, una pausa per il respiro che mi indicasse una direzione utile.
Così, dopo più di un’ora che mi faceva domande solo sulla sua coppia problematica e la sua insaziabile richiesta di amore, cercando spiegazioni in ogni movimento del suo compagno, fosse anche una grattatina d’orecchio, ho trovato uno spiraglio. Ho suggerito: perché invece di concentrarci tanto su di lui, non proviamo a chiedere “perché tu sei così determinata (per non dire altro) a fare in modo che questo rapporto funzioni? Cos’è che ti blocca, costringendoti a rimanere lì?”. Finalmente mi ha ascoltata. Sono bastate 5 carte (vedi foto). Una Regina di bastoni, un cinque di bastoni, un tre di coppe, un Appeso. Fatta la domanda, avuta la risposta.
Quello che blocca lei in quel rapporto (Appeso), e con lei molti di noi in rapporti difficili e probabilmente altrettanto dolorosi, è l’assoluta certezza che l’amore che proviamo sia sufficiente ad aprire il cuore (tre di coppe) del nostro amato. Convinti che non sia proprio possibile che l’altra persona non ci corrisponda un sentimento paritetico, assurdo che non ci manifesti identica corrispondenza di sentimenti (reminiscenze dantesche? Canzoni pop da classifica? Necessità di iniziare un lavoro su di sé? …). Ci accontenteremmo anche solo di una parvenza di emozione, in fondo, un’apertura per alimentare la speranza. Invece niente, o troppo poco. Per questo siamo disposti a lottare con tutte le nostre armi e se serve costruirne altre (5 di bastoni). Quella regina siamo noi, e vogliamo che nel nostro regno ci sia il compagno che abbiamo scelto. Abbiamo in mano l’energia e gli strumenti per creare la nostra realtà, per attrarla. Possiamo fare tutto perché l’amore ci autorizza, giusto?
Dipende.
L’Amore Vero, totale, incondizionato, non può avere altra risposta che amore a pari livello. Lo penso davvero. Ma non è questo il caso. Qui la regina di bastoni, sposando la parte ombra della sua energia naturale, vuole manipolare un’altra persona. Pensa di andare a modificare il libero arbitrio di un altro essere umano. Questo non è amore. È controllo. È orgoglio, è sfida personale, è mettersi alla prova per vedere quanto si è potenti nel farsi corrispondere, è un’illusione dell’ego.
La cattiva notizia? Non funzionerà mai. La buona notizia? Non funzionerà mai, e meno male.
La chiave vera per attrarre tutto l’amore che desideriamo è nell’Asso di coppe a soluzione della stesa. Affidiamoci a lui, unico vero Re. L’Amore è un flusso continuo, è resa, è accoglienza, passione e dolcezza naturali e spontanee. Forzarne l’essenza, lo farà scomparire all’istante.
Puff…

