Il Darsena a Kalemana
Non so davvero come sono approdata a Kalemana. Oddio, io lo so, non so quanto possa essere credibile per tutti gli altri. Riassumendo. Molte persone in Italia leggono i Tarocchi. Molte di queste hanno una pagina Instagram più o meno attiva. Molte avranno espresso il desiderio di fare esperienza a un evento molto seguito. Ma quante saranno riuscite a realizzare l’intento di manifestarsi a più persone possibili, dopo un periodo di sana, ma fin troppo lunga, stagnazione riflessiva? Per farla breve, tra moltissimi, hanno contattato me. L’incredibile ancora più incredibile (giusto per far presente come lavora l’Universo quando arriva il momento) è che io manco sapevo cosa fosse Kalemana (Festival Yoga famosissimo, ho scoperto poi) e men che meno che lo facessero a 5 chilometri da casa mia, da ben 5 anni. I segni si sprecavano e quindi ho risposto SI con entusiasmo a tutte le condizioni. Curiosa come una scimmia di vedere che dovesse succedere.
Di tutto è successo. Esperienza incredibile, anche se a tratti troppo intensa. Leggere i tarocchi per ore e ore senza fermarsi, avendo solo 15 minuti per persona, con una lunga fila in attesa al sole, non è facile. Magari nei prossimi Kalemana bisognerà cercare un modo di organizzare meglio. Comunque non sono qui per lamentarmi di disguidi pratici, ma per parlare di quanto ho sentito in quei due giorni. Di cosa mi ha stupito e per che cosa ringrazierò sempre di aver accettato.
Ho letto carte solo a donne, davvero tantissime in due giorni. Abbastanza ovvio, visto che la percentuale di presenza femminile a questo evento è praticamente del 90%. Età diverse, per lo più sui 25/30, ma anche tante ragazze più intense, tipo me, sopra i 50. Studentesse, lavoratrici, mamme, fidanzate lasciate o appena tornate libere per loro volontà, single convinte, lgbtq+, sud-centro-nord Italia, laureate e commesse, badanti e imprenditrici, divorziate, alla ricerca di un nuovo amore o di un nuovo lavoro, sorridenti e disperate. Le storie più bizzarre.
Ma tutte, dico TUTTE, a una svolta. Per quanto da angolazioni diversissime, venivano tutte dalla chiusura di esperienze più o meno impattanti, più o meno dolorose, e cercavano nei tarocchi una sorta di riconoscimento del fatto che stavano finalmente per cambiare vita e che il peggio era alle spalle.
Come se fossero venute a festeggiare per due giorni a Kalemana, con energia, movimento, introspezione, la fine di un ciclo difficile che erano riuscite a superare. Ne stavano riconoscendo il valore, ne celebravano la chiusura. Si dicevano “brava, ce l’hai fatta”, “guarda cosa sei riuscita a fare”. I tarocchi ne hanno benedetto le scelte, il dolore, la fatica, la trasformazione avvenuta. Aprendo loro la porta dell’imprevedibile.
E così, con entusiasmo, lunedì, nuova spinta, si inizia daccapo. Pulite, fiduciose, nuove, pronte.
Meraviglioso.
Non so se sia perché poi tra tante persone (quasi 4mila presenze registrate, dicono) si formi un’energia collettiva potente, ma mi sono sentita così anch’io. Come loro, sicuramente, in questi due giorni ho celebrato me stessa. Mi sento anch’io a un punto di svolta nella mia vita, soprattutto in ambito professionale. Festeggiarlo insieme a un’esplosione di donne bellissime è stato perfetto. Sono piena di gratitudine per essere arrivata qui, per essere riuscita a lasciar andare quello che non serve più e di nuovo pronta a camminare su strade che ancora non conosco.
Quindi… Grazie Kalemana!
… per le file un modo si troverà…

