Ho sempre avuto i miei problemi con la materia. Come molti di noi, credo. Ne ho avuta molta in certi momenti della vita e non l’ho saputa gestire. Così, inevitabilmente, sono arrivati altri momenti della vita dove in prevalenza faticavo col concetto bollette e il resto. Continuo ad oscillare, va bene così. Ultimamente faccio tanti consulti in cui il problema “abbondanza” o “gestione della materia” sta diventando enormemente prevaricante. Quasi rimpiango le domande “ma lui tornerà” o “incontrerò una persona importante per il mio cuore”. Pensa te. Mi sto chiedendo il perché. La risposta in seconda dimensione è abbastanza semplice: il denaro, la ricchezza si sta concentrando nelle mani di pochi, mentre noi, i molti, facciamo fatica a veder riconosciuto il minimo sindacale per un lavoro spesso stressante e non desiderato. Frutto di politiche e governi discutibili, e/o della pura avidità umana inarrestabile. Da lì la bolla di paura in cui siamo immersi e che continuiamo a nutrire. La mancanza genera mostri, tra cui la valanga di personaggi improbabili che propongono investimenti on line, dove dall’oggi al domani facendo A, B o C ti troverai a pattinare in un attico a Dubai, quando non giri in Ferrari per Los Angeles (ma chi ci vuole andare a Dubai, un’umidità che neanche a Nha Trang).

Dal punto di vista esoterico, tutto questo non ha alcun senso. Madre Terra (da cui la parola Ma-teria) è di per sé abbondante e generosa. Rappresentata, fin dal neolitico, come una donna dai fianchi abbondanti, seni turgidi e gambotte interessanti, non potrebbe neanche volendo lasciare morire di fame i suoi figli. Non è nella sua natura, ragione per cui non vuole. Ti chiede di rispettarla, però. Di essere generoso, come lei. Di fare come lei, ma l’uomo non lo ha fatto e non lo fa. Il non rispetto per la terra ci ha portato fin qui. Le mostruosità a cui assistiamo quotidianamente sono prodotto dell’uomo, non certo della Natura. Abbiamo perso il senso dell’equilibrio dell’abbondanza, chi per eccesso, chi per difetto. Non capiamo più che “ricchezza” non è la quantità di denaro che abbiamo nel portafogli ma uno stato dell’essere. Quando leggiamo l’estratto conto della banca, teniamo a mente sempre la Terra: lei non diventa ricca, lei lo è. E noi con lei. Ricchi si è, non si diventa. Ricchezza è una frequenza che va vissuta, va riconosciuta. Quella frequenza porta con sé l’abbondanza materiale. Sulle carte della banca leggiamo solo numeri, il prodotto dell’avidità finanziaria. Non è la stessa cosa.

Ricchezza ha a che fare con lo sviluppo di un talento, col capire cosa si è venuti a fare a questo mondo, cercando di essere utili anche agli altri, alla propria comunità. È allinearsi con l’amore per le proprie radici. E non è scontato per niente…

Ricchezza, una volta riconosciuta come stato essenziale, produce Abbondanza. E l’abbondanza non è solo materia, è una cornucopia di senso, di amore, di eros, di creatività ed è questo mix di energie che porta denaro in un flusso naturale. Partiamo dal rispetto della materia, dal nostro amore per lei, tutto si manifesterà.

Teniamo a mente anche che l’amore non si vede nel possesso fine a se stesso, in quel caso c’è solo volontà di controllo. Il denaro non va da chi vuole possederlo e basta. Sta con chi lo ama e lo conosce e lo spende per un progetto, un sogno. Va da chi sa che è solo un’energia e che vibra solo a certi hertz, per ognuno diversi, che sono la frequenza del rispetto della Terra-Materia.

In breve. Per me.

La ricchezza è un Asso di denari. Enorme, rotondo, giallo, solare. Lo senti quasi riscaldarti mentre lo guardi stampato sulla carta, come un raggio di sole ad aprile. Un Asso di denari-Terra, che è l’insieme delle possibilità di realizzazione concreta che avrai nell’arco di una vita intera. Prendiamo in mano questa carta quando pensiamo che ci vengano a meno le risorse e sposiamone l’energia. Tutto si trasformerà in Florilegi, così si chiamano nei tarocchi stese di carte gioiose e … Ricche. Anche questo è il Tarot.

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